Vivere in condominio pone una domanda spesso sottovalutata: la sicurezza in condominio riguarda sia le aree comuni, gestite collettivamente, sia i singoli appartamenti, dove ogni proprietario decide autonomamente come proteggersi.
In questa guida vediamo come impostare correttamente la videosorveglianza delle parti comuni, quali sono gli aspetti condominiali da concordare in assemblea e come integrare la protezione del singolo appartamento con quella dell’edificio.

1. Aree comuni da proteggere per prime
- Ingresso principale e portineria, punto di passaggio obbligato per residenti e visitatori.
- Garage e cantine, spesso poco sorvegliati ma frequenti obiettivi di furto.
- Scale e pianerottoli, in particolare nei condomini senza portiere.
- Cortili interni ed accessi secondari, talvolta dimenticati nella pianificazione della sicurezza.
2. Videosorveglianza condominiale: cosa serve sapere
L’installazione di telecamere nelle aree comuni richiede una delibera assembleare e il rispetto delle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza condominiale: cartelli informativi visibili, tempi di conservazione delle registrazioni limitati (generalmente pochi giorni, salvo casi specifici) ed accesso alle immagini riservato a persone autorizzate, come l’amministratore o l’istituto di vigilanza incaricato.
3. Il ruolo dell’amministratore e dell’assemblea
- Raccogliere preventivi da più installatori qualificati, con specifiche chiare su copertura e conservazione dati.
- Deliberare l’installazione con le maggioranze previste dal codice civile per le innovazioni condominiali.
- Definire chi ha accesso alle registrazioni ed in quali circostanze (per esempio solo su richiesta delle forze dell’ordine).
- Prevedere un contratto di manutenzione periodica dell’impianto comune, per evitare che telecamere o registratori restino guasti a lungo.
4. Come integrare l’allarme del singolo appartamento
La videosorveglianza delle aree comuni protegge l’accesso all’edificio, ma non sostituisce un impianto di allarme dedicato al singolo appartamento: porta blindata, contatti su porte e finestre e, dove utile, sensori volumetrici interni restano la protezione più efficace contro un’effrazione mirata al singolo alloggio. Per individuare i punti da proteggere per primi nel proprio appartamento, può essere utile la guida su quali punti proteggere in casa. Un buon punto di partenza è considerare la sicurezza condominiale come primo filtro, e l’allarme personale come seconda linea di difesa.
5. Situazioni frequenti nei condomini
- Portone d’ingresso lasciato aperto o con serratura poco efficace, che vanifica la protezione delle aree comuni.
- Citofoni datati, facilmente manomissibili, sostituiti sempre più spesso con sistemi video digitali.
- Cantine e box auto senza sensori dedicati, nonostante ospitino spesso beni di valore.
- Mancanza di coordinamento tra l’impianto comune e gli allarmi dei singoli appartamenti, con centrali operative diverse e nessuna comunicazione tra i sistemi.
Una sicurezza in condominio efficace nasce dal lavoro combinato di due livelli: una videosorveglianza delle aree comuni ben progettata e deliberata correttamente in assemblea, ed un impianto di allarme dedicato per ogni singolo appartamento. Solo integrando questi due livelli si ottiene una protezione realmente completa per l’intero edificio.
6. I prodotti Protecta per il condominio
In condominio servono componenti che rispettino la gestione separata di parti comuni e singoli appartamenti. Ecco due soluzioni Protecta adatte al contesto.
La Centralina PLUS 4G lavora in 4G indipendente dalla rete condominiale, con gestione separata delle zone e notifiche dedicate: utile sia sulle parti comuni (con delibera assembleare) sia sul singolo appartamento.
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Il pulsante Antipanico permette di segnalare rapidamente una situazione critica in portineria o negli alloggi delle persone più fragili, senza dover raggiungere altri comandi.
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